Non mangiavo niente.. e quando dico niente voglio proprio dire niente.
Ero una bambina gracile, sottopeso fino al”età di 12 anni.
Fino ai 13 anni ho vissuto con la nonna e la zia, che pur di vedermi mangiare sarebbero andate in mezzo alle gambe del diavolo e avrebbero comprato tutto ciò che avesse stimolato il mio appetito senza badare a spese, e così faceva la mia nonna .. quanta pazienza … ma niente da fare non ingoiavo nemmeno un boccone.
Prima che arrivasse in casa Lyuba, un pastore tedesco onnivoro, che appoggiato alle mie gambe acchiappava al volo tutto ciò che era commestibile, la nonna passava da me e di nascosto, senza dire niente, mi metteva la mano a mò di bacinella davanti alla bocca perchè io potessi sputare quello che non ero riuscita a mandare giù. Santa donna, quando la beccava mia madre erano guai! Il dramma poi era anche essere continuamente paragonata al mio fratellino, più piccolo di 2 anni, ma quanto mangiava!!! Possibile mai?! Nel piatto ci sono le stesse cose!! Mi sgridavano.
Cresco sana, tutto sommato forte, del resto gli integratori, le vitamine, gli stimolatori d’appetito, in un certo senso non mi hanno fatto mancare niente.

Intorno ai miei 14 anni ci trasferiamo e andiamo a vivere con la mamma. La mi vita cambia. Scopro il cibo, non tanto perchè lei sia una cuoca formidabile … anzi, cucina poco (ma quel poco, lo cucina con tutto il cuore) tant’è che ancora oggi la battuta che va per la maggiore è “ma da chi avrà imparato a cucinare?!”
Sono gli anni dei primi flirt e dell’adolescenza, ed io ho un fidanzatino, il mio primo fidanzatino. Frequento casa sua e la sua famiglia che ancora oggi porto nel cuore, per la prima volta nella vita sono in una famiglia vera, papà, mamma e 2 figli .. si mangia a tavola tutti insieme la domenica!! Sua mamma cucina tantissimo e benissimo! E’ qui, con loro, che scopro il “gusto” del cibo che improvvisamente non è più il momento di tortura per nutrirsi. Mi si apre un mondo nuovo fatto di colori, profumi, sapori che fino a quel momento avevo ignorato, e addirittura disgustato. Per la gioia di tutti metto su quei 7/8 kg che mancavano al mio scheletrino di bambina, piano piano mi trasformo anche io nella ragazzina irrequieta e ribelle tipica dell’età che avevo.
Al linguistico studio letteratura spagnola in lingua. La prof per le vacanze estive tra la seconda e la terza liceo ci fa leggere un libro, che ha dato la svolta definitiva al mio burrascoso rapporto col cibo: “Como Agua Para Chocolate” di Laura Esquivel, una storia appassionante che mi rapisce il cuore. Per trasmettervi quello che è riuscito a cambiare in me devo raccontarvelo (prometto brevemente).
Siamo in Messico inizio Novecento, ai due giovani Pedro e Tita, pazzamente innamorati sin dall’adolescenza, un’assurda tradizione familiare nega il matrimonio. Ci pensa il destino, riunendo comunque sotto lo stesso tetto Pedro e Tita, come cognati. Soffocata nei vincoli di una casta convivenza, la loro passione scopre una nuova dimensione per non spegnersi: IL CIBO. Perché negli accostamenti degli aromi è nascosta la capacità di accendere e risvegliare i desideri, la passione, la sensualità e i sentimenti; perché quando parlare e toccarsi è diventato impossibile, torte di compleanno e peperoni farciti, timballi battesimali e quaglie ai petali di rosa, possono rappresentare la più languida delle seduzioni e diventare il sorprendente veicolo di un amore.
Nel titolo “Como Agua para Chocolate” c’è la spiegazione: in Messico la cioccolata si prepara stemperando le fave di cacao nell’acqua bollente. “Tita si sentiva letteralmente ribollire di rabbia, come l’acqua per la cioccolata” .. non solo ho imparato a mangiare, ho imparato anche a cucinare con amore e per amore.
Oggi sono una giovane mamma, donna e lavoratrice ambiziosa, non rinuncio più al gusto ovunque esso sia … in un sorriso o in un ingrediente, non importa. Annuso, assaggio, sperimento, chiudo gli occhi e sento i profumi e i sapori degli ingredienti che voglio accostare…
Questo blog è nato all’improvviso, da un momento all’altro … proprio come il mio amore per la cucina e mi rispecchia a 360°: senso pratico e semplicità sono parole d’ordine.
Non troverete piatti d’autore e ingredienti ricercati, ma ricette gustose, magari rivisitate, originali e autentiche, di semplice preparazione, ma senza rinunciare a quel dettaglio sofisticato .. che fa la differenza.
